Penale

CORRADO DE ROSA

I medici della camorra

 

Un saggio scritto con linguaggio piano e comprensibile.

 

Castelvecchi 2011

collana

€ 16,00

«Un saggio scritto con linguaggio piano e comprensibile, ricco di aneddoti e di tante storie, conscio dei rischi che una scienza in buonafede – e in qualche caso alcuni “scienziati” in malafede – possa essere utilizzata in modo indebito dal crimine per ottenere risultati assolutamente contrari agli obiettivi di giustizia che dovrebbero essere perseguiti nei processi». (Raffaele Cantone, magistrato)

La malattia mentale sembra far comodo alla camorra. La sua storia criminale è piena di boss che utilizzano la follia per ottenere benefici di giustizia, spesso riuscendoci.

La cronaca racconta di capi e affiliati che usano a proprio favore le perizie psichiatriche, che dimostrano di conoscere i sintomi della follia e le regole del processo penale meglio di psichiatri, avvocati e magistrati o che, scarcerati per motivi di salute (chi fingendosi cieco, chi anoressico, chi completamente matto), dopo poche ore tornano a delinquere. Altre volte, come se non bastasse, chi deve delegittimare i collaboratori di giustizia e rendere inattendibili dichiarazioni sconvenienti fa appello a pretesi disturbi psichiatrici dei pentiti.

In Campania, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, alcuni criminologi vengono uccisi dai clan e altri si tolgono la vita perché accostati a vicende di camorra, che riportano tutte a Raffaele Cutolo o ai suoi diretti rivali.

La follia di quest’uomo è un tema molto dibattuto: sottoposto a più di dieci perizie psichiatriche, evaso dal manicomio criminale di Aversa, la sua biografia scorre accanto a quella di Aldo Semerari, uno dei più importanti e discussi psichiatri italiani, assassinato in circostanze quantomeno misteriose.

Anche negli ultimi anni vicende controverse coinvolgono psichiatri, operatori di comunità e medici in relazione a loro vere o presunte collusioni criminali.

I medici della camorra, per la prima volta, spiega come e perché la criminalità organizzata strumentalizza la malattia mentale e le perizie psichiatriche per ottenere benefici di ogni sorta.

Una forma atipica e pericolosissima di «mafia dei colletti bianchi» che è entrata vischiosamente nelle procedure giudiziarie mettendo in discussione le modalità con le quali, oggi, viene amministrata la giustizia.

Corrado De Rosa (Napoli, 1975) vive stabilmente sulla A3 Salerno-Reggio Calabria dividendosi, per ragioni professionali, tra l’ospedale di Villa d’Agri (Potenza) e il Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Napoli SUN. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è tra le firme del volume Strozzateci tutti (Aliberti, 2010).

 
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Non basta affermare di voler difendere il malato: è necessario dimostrare, nei fatti, come si intende farlo. Un giurista abile si conosce anche attraverso ciò che ha scritto, mai fidarsi del primo venuto!  

  Per trovare la giustizia bisogna esserle fedeli. Essa, come tutte le divinità, si manifesta soltanto a chi ci crede  (P. Calamandrei).

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